Eventi

L’ULTIMA NUVOLA – Poeti per il cambiamento – 29/09/2018

L’associazione Culturale Movimento dal Sottosuolo, in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Castel Goffredo (MN), aderisce alla chiamata internazionale del movimento “100thousand poets for change” con un nuovo e unico evento:

L’ULTIMA NUVOLA, poeti per il cambiamento
(pace, giustizia e solidarietà)
sabato 29 settembre 2018 alle ore 18:00
presso la Biblioteca Comunale di Castel Goffredo (MN)
in Piazza G.Matteotti 7

con la partecipazione dei poeti:
VALBONA JAKOVA (Albania)
GASSID MOHAMMED (Iraq)
ANA KRAMAR (Bosnia)
FOUAD LAKEHAL (Algeria)

e GIANLUIGI BERGOGNINI con la lettura di alcuni testi di TESFALIDET TESFOM (Eritrea)

accompagnamenti musicali di:
CATERINA CARIOSCIA (voce, violino)
IRENE RUZZENENTE (flauto traverso)

presenta ANDREA GARBIN

l'ultima nuvola

– INGRESSO GRATUITO –
– A FINE SERATA PICCOLO RINFRESCO –

con il patrocinio del Comune di Castel Goffredo

e il supporto di: Terre dell’Alto Mantovano, Associazione Guiseppe Acerbi

link utili:
www.movimentodalsottosuolo.com
100Thousand Poets For Change
Comune di Castel Goffredo
www.terredellaltomantovano.it
Associazione Giuseppe Acerbi
MDS FACEBOOK


I POETI:

VALBONA JAKOVA (Albania), poetessa e traduttrice, giunge in Italia nel 1991. Attualmente vive a Ghedi, in provincia di Brescia. Fa parte del “Movimento dal sottosuolo”.  Nipote del drammaturgo Kolè Jakova, e del politico Tuk Jakova, sotto il regime di Enver Hoxha, ha subito la repressione politica, costretta a vivere isolata tra le montagne insieme alla famiglia. Ha tradotto in albanese poesie di Pablo Neruda, Giuseppe Ungaretti, Jack Hirschman e Bepe Costa. Da anni si occupa delle collaborazioni trapoeti albanesi e poeti italiani. Nel 2016 ha partecipato ad un tour nelle università albanesi con alcuni dei “poeti dal sottosuolo”. Il suo ultimo libro si intitola “La tempesta delle ore”.

GASSID MOHAMMED (Iraq), scrittore, poeta e traduttore, nasce a Babilonia nel 1981. Dopo la laura a Baghdad prosegue gli studi a Bologna. Nel 2011 conclude la Magistrale in italianistica per poi conseguire il dottorato nel 2015. Attualmente vive a Bologna ed è docente di lingua araba all’Università di Bologna e all’Università di Macerata. Nel 2017 ha pubblicato la raccolta di poesie “La vita non è una fossa comune”(L’Arcolaio). Ha tradotto dall’italiano all’arabo Emilio Salgari, Cesare Pavese, Alessandro Baricco e Italo Svevo. Dall’arabo all’italiano ha tradotto “Le istruzioni sono all’interno” di Ashraf Fayad (Terra d’Ulivi).

ANA KRAMAR (Bosnia) è nata nel 1977 a Sarajevo, dove ha vissuto fino allo scoppio della guerra nel 1992. Da Sarajevo è migrata con la famiglia nel sud della Croazia, e lì è rimasta fino al 1996, vivendo nella casa dei nonni materni e terminando gli studi superiori. Nel ’97 è giunta in Italia, e un anno dopo si è iscritta all’Università  di Lingue e Letterature straniere di Parma. Si è laureata nell’ottobre del 2004 in Lingua e letteratura russa. A vent’anni comincia a scrivere le prime poesie. Qualche anno dopo nascono anche i primi racconti brevi (Le due città , Le stanze rosse). Scrive in italiano e nella sua lingua madre, bosniaco-croata, cercando di preservare la sua identità  slava. Attualmente vive in Italia, lavorando come interprete e traduttrice di italiano, russo, croato e inglese. Per Gilgamesh Edizioni ha pubblicato la raccolta di poesie “Il passaggio fra le mani” eTaccuino delle sensazioni” e la raccolta di racconti “Il ritorno – Storie migrabonde.

FOUAD LAKEHAL (Algeria), appartiene alla cultura e lingua Berbera (Amazigh). Vive in Italia dal 1994. Ha condotto studi di  medicina, farmacologia, sociologia, turismo. Mediatore linguistico e interculturale è da sempre attivista impegnato nell’Associazione “Diritti per Tutti” e nei Comitati Antisfratto di Brescia. Scrive poesie e piccoli racconti, suona l’armonica a bocca da quando è bambino. Negli ultimi anni ha avuto ruolo di attore nel Gruppo-Teatro Tracce  e nel Collettivo Teatrale Zazie. Il 28 maggio 2018 è stato interprete della performance teatrale a cura del collettivo “Piazza di Maggio”, in memoria della strage di Piazza della Loggia di Brescia. Collabora con l’associazione culturale Movimento dal Sottosuolo. Artisticamente autodidatta, ritiene che le note, come le parole, siano patrimonio comune dell’ “essere umani”.

TESFALIDET TESFOM (Eritrea) è il vero nome di Segen, migrante che è approdato a Pozzalo il 12 marzo 2018 con la nave PROACTIVA della ong OPEN ARMS. Partito dal villaggio di Mai Maine, devastato dalla guerra con l’Etiopia, ha subito la detenzione nel campo di Bani-Walid, in Libia. Giunto in Italia malnutrito e con un polmone perforato dalla tubercolosi è morto il 13 marzo in ospedale. Del suo caso si è occupato anche il candidato Nobel per la Pace Don Mussie Zerai.